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Anche flessibili con lo yoga

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Lo yoga permette di migliorare la flessibilità delle anche

Che meraviglioso esempio di ingegneria sono le nostre anche! Godendo di un ampio raggio di movimento – avanti, indietro, laterale e rotazione – ci consentono, tra le altre cose, di camminare, piegarci in avanti, sdraiarci…

Quella delle anche è un’articolazione complessa che, per funzionare nella sua pienezza, prevede il coinvolgimento contemporaneo di tendini, muscoli, legamenti e fascia: essendo il punto di incontro tra il femore e l’acetabolo (la cavità della pelvi che lo accoglie), unisce le due principali ossa che hanno il compito di supportare il peso di tutto il nostro corpo. Per assolvere al suo compito, ogni movimento delle anche richiede l’attivazione simultanea di uno svariato numero di muscoli: dal gluteo agli adduttori, lo psoas, i bicipiti femorali, i quadricipiti e i muscoli rotatori esterni. Tutti concorrono per garantire ampiezza ai movimenti ed elasticità.

Le anche e lo yoga, tutti i tipi di movimento

Come dicevamo, le anche in buona salute possono muoversi praticamente lungo tutti  i piani dello spazio e per avere un ampio range di movimento occorre che anche i muscoli che collaborano siano in buona salute, flessibili e forti al punto giusto. Nelle adduzioni (cioè quando si avvicinano le gambe tra loro) sono coinvolti  i muscoli rotatori interni, i glutei e gli adduttori. Nelle abduzioni (quando si separano) lavorano glutei, rotatori esterni e il tensore della fascia lata; nella flessione (quando ci si piega in avanti verso l’anca, come quando ci si siede o quando si solleva una gamba) sono coinvolti lo psoas, gli adduttori e i quadricipiti femorali; nell’estensione (quando le anche si allontanano, come quando si sta dritti in piedi o quando ci si sdraia) sono coinvolti il grande gluteo e i bicipiti femorali; nella rotazione infine lavorano gli esterni laterali, gli adduttori e i glutei.

Anche flessibili con lo yoga

Se pensate che la flessibilità nelle anche sia solo una questione genetica, vi sbagliate: sicuramente la predisposizione incide molto sull’ampiezza del range di movimento, ma è altrettanto vero che, con un lavoro regolare sui muscoli, è possibile sperimentare un enorme miglioramento, sciogliendo le tensioni e recando beneficio ad altri due distretti del corpo collegati alle anche: il pavimento pelvico e l’apparato riproduttivo. Esistono tantissime posizioni yoga che permettono di lavorare sulle anche – dai Guerrieri I e II ai triangoli fino a pose più sfidanti come Hanumanasana e il Piccione reale.  L’importante è lavorare a 360 gradi su tutti i piani di movimento e non solamente in flessione, visto che tante sono le potenzialità delle nostre anche.

E se le anche sono un problema?

Se le vostre anche non hanno sofferto infortuni,  vi consigliamo di eseguire regolarmente queste asana in modo da mantenerle mobili e ben idratate. Se invece avete qualche problema alle anche, lavorate per rafforzare i muscoli adduttori e abduttori, mentre mantenete alcuni accorgimenti quando praticate yoga: prima di tutto, aiutatevi con i blocchi per ridurre il range di movimento in pose di apertura come il piccione o la lucertola. E poi, come sempre, non forzate ma lasciate che la posa accada.

Anche flessibili con queste lezioni

Su Mat You Can potete trovare lezioni che fanno al caso vostro: mettetevi alla prova con Fluidità nelle anche e Hip Flow

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