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Yoga e flessibilità, come cominciare?

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Yoga e flessibilità, un binomio inscindibile per molti

Yoga e flessibilità sono due termini che vanno di pari passo nell’immaginario collettivo. Pensi allo yoga e ti prefiguri qualcuno in una posizione aggrovigliata manco fosse un pretzel… Ma su questo argomento c’è uno strano e diffuso “pregiudizio”: che per praticare attorno a questa millenaria disciplina sempre più diffusa anche in Occidente bisogna necessariamente essere flessibili.

Per praticare yoga occorre essere flessibili?

Niente di più sbagliato. Equivale a sostenere che per iscriversi a un corso di danza bisogna saper prima ballare: non credete che sia un controsenso? In realtà anche chi non è dotato da Madre Natura di una particolare flessibilità o chi non prviene dalla danze o da altre forme di ginnastica che allenano l’elasticità può accostarsi allo yoga e, con una pratica regolare, essenziale per ottenere risultati in qualsiasi disciplina si desideri intraprendere, trarne enormi vantaggi anche a livello fisico. Se si vuole andare più a fondo alla questione yoga e flessibilità, possiamo ricordare il pensiero di Patanjali che definiva l’asana il punto d’incontro tra sforzo e rilassamento, due opposti che fanno un’esperienza, come avviene in qualsiasi aspetto della vita: così come non ci sarebbe il giorno senza la notte e il nero senza il bianco, allo stesso modo non può esserci flessibilità senza stabilità e anche un’eccessiva flessibilità

Yoga e flessibilità, non solo una questione di muscoli

Tanto per cominciare, lo yoga è molto più di quella posa acrobatica che magari avete visto su Instagram. Ci sono una molteplicità di esercizi che allenano l’allineamento, l’equilibrio, la concentrazione, la forza, la capacità di vivere il momento presente e la “flessibilità” di mente e cuore prima di tutto.  Per cui poco importa se non riuscite a toccarvi la punta dei piedi, non è questo l’obiettivo da perseguire anche se è un risultato che la pratica regolare (diciamo due o tre volte alla settimana) può donare.

Yoga e flessibilità, aiutatevi con gli attrezzi

Se alla prima lezione di yoga vi sentite a disagio e anche un po’ timorosi perché il vostro vicino di tappetino sembra piegarsi in due e voi a stento vi toccate le tibie, non lasciatevi scoraggiare.  Non c’è nessuna competizione né con gli altri né con voi stessi e questa accettazione del momento presente è già una grande sfida da affrontare. La perseveranza premia e gli attrezzi che trovate nel vostro studio yoga possono essere molto utili allo scopo: yoga block e strap ma anche una parete a cui poggiarsi possono essere validi sostegni nel viaggio verso una migliore flessibilità. Non abbiate timore di utilizzarli: non tolgono valore alla vostra pratica, consentono di migliorare l’esecuzione dell’asana e col tempo vedrete che, magari, non ne avrete più bisogno.

 

 

 

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