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Perché lo psoas è il muscolo dell’anima

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Anjali asana permette di allungare lo psoas

C’è un muscolo nel nostro corpo che, oltre ad essere indispensabile per una corretta postura e per la stabilità dell’addome, è anche un sensore del nostro livello di stress e ansia. Si tratta dello psoas, che nello yoga e nella tradizione orientale è definito anche come il muscolo dell’anima perché funziona come una cartina al tornasole del nostro stato emotivo. Lo psoas è uno dei muscoli che più risente di cattive abitudini posturali e di stili di vita sedentari a cui ci siamo ormai assuefatti nell’era moderna: rimanere troppe ore seduti davanti al computer o a guidare in macchina costringe lo psoas in una posizione innaturale e contratta che impedisce all’energia di fluire, incidendo sulla percezione che abbiamo del mondo esterno.

Lo psoas è connesso anche alla respirazione

Lo psoas è uno dei muscoli più voluminosi del nostro corpo: collega lateralmente il tratto lombare della colonna vertebrale con la pelvi e e aiuta a stabilizzare l’addome e a mantenere l’equilibrio. A parte la sua importanza funzionale nella nostra anatomia, lo psoas si è valso il soprannome di muscolo dell’anima perché è anche collegato al diaframma e sappiamo bene come varia la respirazione a seconda del nostro stato d’animo e delle sensazioni di ansia e paura che avvertiamo.

Come lo psoas incide sul nostro stato d’animo

Lo psoas è il muscolo più coinvolto in quel meccanismo di lotta o fuga di cui abbiamo spesso parlato, che è un retaggio primordiale del nostro sistema nervoso e che può essere attivato diverse volte nell’arco delle giornate più frenetiche, pur senza accorgercene perché non ci troviamo di fronte a un pericolo reale: quando la nostra mente percepisce una situazione di pericolo, magari assistendo a una scena violenta in un film,  il nostro cervello reagisce liberando adrenalina. I muscoli del corpo rispondoo a questo stimolo contraendosi e il muscolo psoas in questo senso fa da ago della bilancia.  Come sostiene Liz Koch nel suo “The psoas book” uno psoas contratto non fa altro che inviare al nostro cervello il segnale di una sensazione di pericolo. Quando però a questo meccanismo non segue una risposta reale, gli ormoni si accumulano nel nostro corpo determinando a lungo andare una situazione di malessere che include insonnia, disordini alimentari, ansia ed un abbassamento del nostro sistema immunitario.

Come allungare lo psoas?

Lo yoga così come il Pilates dedicano ampio spazio all’allungamento dello psoas. Nello yoga diverse asana consentono di distendete i flessori dell’anca e rimettere in moto l’energia del muscolo dell’anima. La posa regina in questo caso è anjaneyasana (come la vedete nella foto), un affondo in cui la gamba dietro può poggiare sul pavimento o restare sospesa determinando un profondo stretching su questo importante muscolo del nostro corpo.

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